animazione e animatori

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centri giovani: spazi di apprendimento informale

Articolo di Francesca Machado apparso su InfoAnimation 24 in agosto 2011

InfoAnimation agosto 2011
Infoanimation 24

UN MANIFESTO PER L’AGGREGAZIONE GIOVANILE (Italia)

4° Meeting Nazionale degli Operatori dei Centri, Spazi e Contesti di Aggregazione Giovanile

Rovigo, 17.18.19 Novembre 2011

I tempi sembrano maturi per una quartaedizione nella quale "tirare le fila" sugli elementi distintivi di uno spazio di aggregazione giovanilecapace di rispondere alle sfide di questo tempo. L'elaborazione di un "manifesto dell'aggregazione"vuole essere occasione per mettere in discussione ciò che si dà per scontato e comprendere inche modo è opportuno ricollocare la funzione degli spazi aggregativi giovanili a decenni di distanzadalla loro nascita. Il quarto meeting propone una riflessione sul contesto sociale, economico epolitico in cui gli spazi si collocano per comprendere quali possano essere le strategie di pensieroe le metodologie di lavoro idonee a promuovere cambiamento e generare opportunità.

Programma 4° Meeting Nazionale operatori di spazi aggregazione giovanile
Programma meetin Italia nov 2011.pdf
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Nuovi media e animazione giovanile

Info Animation

Quando internet diventa parte integrante del lavoro con i giovani

Da Info Animation No 21 8/2010

 

 

 

Non c’è dubbio che sta cambiando il modo in cui le persone comunicano e partecipano, e di questo cambiamento l’animazione e il lavoro giovanile dev’esserne consapevole e prenderne parte. I social media come i blogs, instant messenger, social networking costituiscono degli spazi dove le persone trascorrono il loro tempo libero, comunicano e creano contenuti. Questi spazi sono nuove forme di città, sobborghi e il lavoro giovanile dovrebbe essere disponibile anche in queste aree. Netari.fi è un progetto multiforme finlandese e in continua evoluzione dal 2004. Illustra come il lavoro con i giovani possa prender parte ai cambiamenti nell’ambito dei mezzi di comunicazione. Nato da un programma nazionale volto a rafforzare le competenze mediatiche dei bambini e dei giovani e a promuovere il loro coinvolgimento attivo e sicuro nell’universo virtuale, Netari.fi ha progressivamente adottato le funzionalità emergenti del web. Funge da centro giovani nazionale online e inoltre completa l’offerta per i giovani non ancora abbastanza sviluppata nelle zone più rurali. Il progetto iniziato a Helsinki, tocca ora 26 comuni, in ognuno dei quali uno/a o più animatori/trici dedicano una parte del loro tempo al lavoro online con i giovani. Un team multidisciplinare che comprende oltre a operatori giovanili anche degli specialisti è a disposizione dei giovani per rispondere alle loro domande, e gestire i gruppi di discussione, offrendo un notevole contributo alla prevenzione in diversi campi. Netari organizza per i giovani utilizzatori del web anche degli incontri nello spazio reale, come ad esempio un campo annuale. Inoltre offre ai giovani la possibilità di formarsi per partecipare, come volontari, al lavoro giovanile online in collaborazione con gli operatori giovanili attivi sulla piattaforma. Questo progetto mostra come il lavoro giovanile può occupare i nuovi spazi che si aprono nell’era dei “social media” e dove i giovani trascorrono una parte della loro vita. A questi spazi corrispondono pure dei nuovi strumenti che fanno già parte della nostra cultura e che si sommano alle risorse e alle competenze già disponibili nel lavoro giovanile. Il progetto Netari.fi ha prodotto la Netari-TV , una web-tv broadcast.

 

Adattato dall'articolo di InfoAnimation / Francesca Machado

 

 

settembre 2010
NETARI TV
la tv con e per i giovani: NETARI-TV

Spunti di riflessione sui centri giovanili

 

 

 

Noi animatori nei centri giovani ci lavoriamo, ma il mare mica ce l’abbiamo…

Spesso si fa confusione attorno alla parola animazione, la si associa facilmente ai Club Med, senza badare al contesto.

Sono sempre più numerosi gli ambiti in cui operano professionalmente gli animatori socioculturali, e tra questi l’ambito giovanile. Ulteriore confusione ruota attorno al termine di giovane, termine spesso abusato se associato al disagio e alla violenza, utilizzato per definire i frequentatori di centri sociali, come la Rote Fabrik, che in realtà sono  dei giovani-adulti, finanziariamente indipendenti, che hanno la possibilità di spendere, spostarsi facilmente, tornare a casa tardi, ecc. Infine si confondono a piacere i centri sociali con i centri giovanili. I centri giovani in Ticino si rivolgono a ragazze e ragazzi di età compresa  tra gli 11 e i 18 anni. Costituiscono un luogo di ritrovo dove si incontrano coetanei,  in cui si possono realizzare delle attività che loro stessi propongono. Qui non vige nessun obbligo di consumazione, ognuno può frequentare il centro liberamente e soprattutto chi lo desidera partecipa alle decisioni in modo attivo.

I giovani decidono come trascorrere il proprio tempo libero.

Il ruolo degli animatori consiste principalmente nell’assicurare un ambiente basato sul rispetto, la tolleranza e la libertà d’espressione, favorendo solidarietà e convivenza.

Gli animatori sostengono i progetti che nascono dai desideri dei ragazzi, le proposte condivise, sono realizzate insieme. I centri a volte sono vere e proprie  fucine di creatività, dando ai ragazzi nuove occasioni di espressione.

Gli animatori forniscono le informazioni e i contatti necessari, creano un ponte tra il mondo dei giovani e il mondo degli adulti, ne favoriscono il passaggio permettendo di sperimentare la propria libertà, confrontandosi con i propri pari. Gli animatori sono all’ascolto di quello che accade, delle dinamiche che si creano e dei sentimenti che maturano. Condividono emozioni che scaturiscono da fatti reali, a volte difficili da affrontare, e filtrano la miriade di informazioni (spesso sbagliate, inadatte o incomprensibili) a cui i giovani d’oggi hanno facilmente accesso.

I centri giovanili rappresentano “una palestra” dove sperimentare, sperimentarsi e realizzarsi.

Gli animatori creano l’ambiente adatto affinché affiorino spontaneamente eventuali problemi e conflitti, si cercano insieme le soluzioni più adatte, stabilendo i contatti e favorendo la comunicazione tra gruppi (gruppi di giovani in conflitto tra loro; gruppi di giovani e autorità comunali o cantonali, …).
A lungo termine il lavoro di animazione porta così a rafforzare il tessuto sociale della realtà in cui si opera.

Infine gli animatori sono particolarmente attenti alle trasformazioni della società, dell’ambiente socioculturale circostante così da scoprire i nuovi bisogni legati alla situazione giovanile come la disoccupazione giovanile, la fragilizzazione di alcuni ragazzi e delle loro famiglie, la relazione tra giovani e alcol, ecc.

Noi animatori lavoriamo a stretto contatto con i ragazzi, con i nostri, i vostri figli e ci accorgiamo a volte quanto sia difficile,  quasi una lotta, mostrare alla gente quello che i giovani riescono a costruire e a realizzare.

Il mestiere dell’animatore giovanile è poco conosciuto da noi, per questo motivo è nata tre anni fa l’associazione “Giovanimazione” che riunisce gli animatori socioculturali in ambito giovanile. Uno degli scopi è di promuovere un’animazione giovanile che vada oltre i "muri" delle istituzioni, verso i luoghi di vita della comunità e incrementi i legami sociali attraverso l'espressione critica e creativa degli individui, occupandosi, di sensibilizzazione e di promuovere la salute.

Per “Giovanimazione”  Alice Capretti, Nadia Klemm, Francesca Machado

 

 

settembre 2009