Carta dell'animazione socioculturale

Giovanimazione condivide la carta con la Fondazione Soziokultur

 

La società è in continuo cambiamento. Gli stili di vita, le abitudini e i valori sono incentrati sul singolo individuo. Per contro, la comprensione reciproca e la convivenza collettiva devono essere continuamente riconquistate. L’Animazione socioculturale crea occasioni concrete di aggregazione tra persone, allo scopo di promuovere la coesione sociale basata sui valori fondamentali di un agire pacifico, tollerante e solidale.

 

 

L’Animazione socioculturale, in quanto ambito professionale del Lavoro Sociale*, si orienta a principi etici del Lavoro Sociale, ai valori fondamentali della Costituzione, ai diritti umani universali e a una società che si organizza in modo democratico. Opera secondo un approccio apartitico e laico ed è aperta a tutte le persone e a tutti i gruppi.

 

* AvenirSocial (2014): Berufsbild der Professionellen Sozialer Arbeit (Profilo dei professionisti del lavoro sociale). Berna: AvenirSocial.

 

 

1. Dove vogliamo andare? La visione

L’Animazione socioculturale ha come obiettivo far sì che le persone vivano la società come comunità alla quale sentono di appartenere e nella quale la partecipazione e la collaborazione attiva di tutti rappresentano caratteristiche imprescindibili. L’Animazione socioculturale si impegna per l’organizzazione democratica di una convivenza equa, per la promozione delle pari opportunità e per far sì che dal mero vivere accanto o persino contro gli altri scaturisca un vero e proprio vivere con e per gli altri.

 

2. Perché? La funzione sociale

L’Animazione socioculturale crea incontri tra persone e gruppi con realtà di vita diverse. Promuove la partecipazione attiva e l’attività individuale delle persone. Grazie all’impegno comune per la convivenza sociale e culturale vengono rafforzate la coesione sociale e la fiducia reciproca.

 

3. Cosa? Il metodo di lavoro

L’Animazione socioculturale si basa sulle risorse delle persone in loco. Osserva l'evoluzione del mutamento sociale e funge da sismografo dei cambiamenti. Ascolta le idee e le esigenze delle persone e lancia nuove iniziative. L’Animazione socioculturale lavora secondo un approccio partecipativo e svolge un ruolo di affiancamento per la realizzazione di progetti. Crea reti sociali, favorisce l’instaurazione di relazioni sociali, stimola la collaborazione e rende accessibili nuove risorse come p.es. mezzi finanziari e spazi. L’Animazione socioculturale svolge una funzione di mediazione tra interessi diversi e promuove la risoluzione costruttiva dei conflitti. È aperta a tutte le persone e applica il principio della volontarietà.

 

4. Dove? Gli ambiti di azione

L’Animazione socioculturale sostiene e affianca iniziative a livello di villaggio, città, quartiere, complesso residenziale, parrocchia o residenza per anziani. Può collaborare con associazioni, fondare gruppi teatrali con migranti, affiancare iniziative culturali o promuovere visite alla scoperta dei quartieri. I professionisti dell’Animazione socioculturale operano nell’ambito di attività aperte a tutti e destinate a bambini e giovani, così come nella prevenzione, in attività intergenerazionali, in società cooperative o nell’ambito dello sviluppo comunale o cittadino. Gli ambiti di lavoro sono in continuo aumento.

 

5. Come? La professionalità

I professionisti dell’Animazione socioculturale conoscono le basi della coesione sociale e dispongono, tra le altre cose, di competenze nel campo dell’auto-attivazione delle persone coinvolte, della comunicazione, della gestione dei conflitti e delle organizzazioni, del metodo dei progetti partecipativi, dell'interdisciplinarità e del lavoro con gruppi. A queste si aggiungono competenze transculturali e interculturali. I professionisti dell’Animazione socioculturale hanno conseguito un diploma di grado terziario.

 

6. Chi? I committenti

L’Animazione socioculturale lavora su incarico di Comuni e associazioni di Comuni, chiese e associazioni di settore, società cooperative, iniziative singole e culturali, sviluppatori regionali, fondazioni e altri operatori.

 

 

Marzo 2017